Un articolo differente dal solito per percorrere, attraverso un simpatico esperimento cronologico, le emozioni e gli impegni legati alla Giostra del Saracino, agli sbandieratori e a tutta la città di Arezzo.
10 mesi alla Giostra
Circa 290 giorni e, quindi circa nove mesi e mezzo, è il tempo massimo di sopportazione degli aretini all’assenza della Giostra del Saracino, così come oggi organizzata. In realtà molto meno se consideriamo il tempo che passa dall’ultima cena della vittoria di settembre di un quartiere, al primo giorno di settimana del quartierista del giugno successivo. Ancora meno se consideriamo gli appuntamenti invernali del mondo giostresco, l’Offerta dei Ceri al Beato Gregorio X o la messa della Madonna del Conforto. Questo paragrafo non vale per il Saracino di giugno, perché l’appuntamento di settembre bussa a quartieri e associazioni della Giostra, dopo circa 80 giorni, giusto il tempo di andare in vacanza. Il lungo periodo che separa le Giostre diventa più tollerabile anche pensando che in alcune edizioni del passato si è disputato il Saracino solo una volta all’anno e che tante altre manifestazioni, come il Palio di Castiglion Fiorentino o Siena, sono condannate a una attesa maggiore. L’Associazione Sbandieratori di Arezzo, in tale periodo, riprende gli allenamenti invernali indoor, si occupa della propria cena sociale del 28 dicembre e affronta l’inverno con i primi impegni dell’anno in Italia e all’estero. L’appuntamento della Giostra di giugno rappresenta, comunque, un impegno atteso e desiderato, per il quale ci si allena tutto l’anno.
10 settimane alla Giostra
A due mesi di distanza la Giostra appare ancora lontana, anche se si iniziano a svolgere i primi preparativi organizzativi e i quartieri e le varie associazioni iniziano a fremere per l’aria giottesca. Gli sbandieratori alcune settimane prima del Saracino iniziano i propri allenamenti all’aperto, per allenarsi senza un tetto e con il vento, proprio come la piazza impone. In questa occasione si iniziano a conoscere le figure e i lanci che verranno eseguiti in occasione del saggio della Giostra e i nominativi dei protagonisti della sfilata e dell’esibizione.
10 giorni alla Giostra
Inizia ad essere un momento molto caldo. Sono in totale 240 ore, 160 se si escludono le ore di sonno, anche se sotto Saracino si dorme sempre poco. In questi giorni inizia la settimana del quartierista, le prove in piazza, le feste, gli speciali televisivi, gli scherzi e le goliardiche schermaglie tra quartieri. Per i ragazzi più giovani la scuola è finita e il brivido del Saracino rende irrequieti tutti gli appassionati. Viene presentata la lancia d’oro e si inizia a conoscere lo spirito e la precisione dei vari cavalieri al tiro e l’ordine delle carriere. Gli sbandieratori sono nel pieno degli allenamenti che a questo punto si svolgono all’aperto, ogni giorno e in ogni condizione meteo, per assicurare la migliore squadra e il miglior spettacolo possibile.
10 ore alla Giostra
Insieme al primo paragrafo questo è quello che cambia maggiormente tra l’edizione della Giostra di giugno o di settembre. Nel primo appuntamento il ritrovo dei figuranti in San Domenico è alle ore 19,00, la sfilata è alle 20,00, mentre l’ingresso in Piazza Grande è alle ore 21.30. Nell’appuntamento di settembre il ritrovo è alle ore 14,30, la sfilata alle 15,30 e la Giostra alle ore 17,00. Questo significa che, generalmente, 10 ore prima della Giostra di giugno la maggior parte dei figuranti e degli sbandieratori sono a letto (si spera) dopo i festeggiamenti della propiziatoria, mentre a settembre è molto probabile che, 10 ore prima del Saracino, figuranti e sbandieratori siano ancora nel pieno dei festeggiamenti, tra romantiche passeggiate notturne nella parte alta della città e qualche scaramuccia tra quartieristi (che sempre condanniamo). Raccomando al lettore, specie se sbandieratore, di non sottovalutare le poche ore di sonno!
10 minuti prima della Giostra
L’impostazione del presente articolo e il salto temporale dalle 10 ore ai 10 minuti non permettono di assaporare alcuni momenti importanti come il ritrovo tra figuranti, i volti felici dei compagni e i volti timorosi degli esordienti, la filata e il ripasso corale che il direttore tecnico fa a tutta la squadra per ricordare posizioni, movimenti e concentrazione per la imminente esibizione. Nei 10 minuti prima dell’ingresso in Piazza Grande si vedono gesti scaramantici, zollette di zucchero e l’essenza stessa delle persone che sono sé stesse in un momento unico della vita. Tra i quartieri spiccano le dame perfettamente truccate e acconciate, i figuranti, i cavalli trattati sempre con grande cura. Dopo aver vissuto decine di volte questi 10 minuti, ancora oggi mi emoziono e non mi capacito di come l’emozione possa colpire forte certe persone per una rievocazione storica che agli occhi di alcuni appare meramente folkloristica. Ogni volta questi 10 minuti fanno parte di momenti diversi della vita, una volta sei l’esordiente, una volta sei lo studente sotto esame di Stato, una volta hai amici e parenti come pubblico in tribuna, una volta hai dormito poco, una volta sei consigliere, padre, responsabile, direttore tecnico, capitano, una volta sei al tuo ultimo ingresso in Piazza Grande. In questi minuti entra l’Araldo, entrano dame e paggi, viene annunciata la magistratura, la giuria e i rettori.
10 secondi prima della Giostra
L’Araldo annuncia l’ingresso in campo degli Sbandieratori della Giostra. I vari sbandieratori vivono questi secondi in momenti diversi. Per primi entrano in piazza lo stendardo, tutti nostri musici e gli sbandieratori che non fanno parte della squadra dell’esibizione, mentre chi fa parte dell’esibizione vera e propria attende in Borgunto il preavviso dei tamburi per partire con la corsa. Come succede per lo studio del Big Bang dell’universo, più ci si avvicina primissimi secondi e meno la scienza è in grado di dare risposte. 10 secondi prima dell’ingresso di corsa in Piazza Grande ogni sbandieratore reagisce a proprio modo, in una serenità e intimità propria, anche di fronte a migliaia di spettatori. La pressione del sangue e la temperatura salgono, la testa e il corpo sono stati allenati per coniugare al meglio gesto atletico e gesto artistico in quei 5 minuti di esibizione, lanci, spostamenti, salti, musiche, collaborazione, affiatamento e, si spera, soddisfazione.

Infine
A un certo punto ci si ritrova tra il ritmo dei tamburi e le bandiere in volo, in un unico gesto corale con tutti i compagni: sono passati 10 secondi dall’inizio. Poi si riprende consapevolezza del mondo e si assiste all’ingresso dei figuranti dei quartieri: sono passati 10 minuti dall’inizio. Dopo la Giostra ci si risveglia riposati, si commenta il Saracino con i compagni, si guarda la replica, ci si prende in giro in modo genuino: sono passate 10 ore dall’inizio, anzi no, scusate, a questo punto mancano 10 mesi alla prossima Giostra.
da “L’Alfiere” – n. II – 2026, pagg. 12-13
Lorenzo Diozzi







