Il 2026 è iniziato per gli sbandieratori con la programmazione di numerose trasferte durante tutto l’anno e con l’ingresso nel gruppo di un buon numero di nuovi alfieri interessati ad apprendere l’arte della bandiera e a rappresentare la città di Arezzo in tutto il mondo. Tra le pagine di questa edizione de L’Alfiere è dedicato un articolo proprio alle nuove leve, ricordando il loro esame del 2 febbraio 2026 alla fine del periodo di prima scuola sbandieratori (tutti promossi). In questi mesi di incertezza internazionale e timori politici il nostro impegno nel promuovere un messaggio di unione e collaborazione globale appare a volte complesso, ma mai inutile.

Come spesso accade, l’inizio dell’anno ha visto lo svolgimento di alcune delle trasferte più classiche dell’Associazione e siamo lieti di aver saputo nel tempo stringere con feste e istituzioni un rapporto tale da confermare e rendere appuntamento fisso certe esibizioni. Tra questi, in ordine cronologico, si ricordano l’Offerta dei Ceri al Beato Gregorio X, primo appuntamento giostresco dell’anno, divenuto nel tempo una tradizione per tutti gli appassionati di Saracino e un’occasione per sfilare con tutti gli abiti storici della manifestazione per le strade di Arezzo, fino alla Cattedrale; l’Omaggio della Giostra del Saracino alla Madonna del Conforto, occasione nella quale il singolo del nostro Luca Caneschi, insieme ai nostri musici, al Gruppo Musici della Giostra del Saracino e a tutti i quartieri, hanno portato colori e suoni del Saracino nella cappella della Madonna. Anche in questo caso, tra le pagine della presente edizione viene dedicato un articolo specifico proprio alla Madonna cara agli aretini; il Carnevale dei figli di Bocco, giunto alla ventinovesima edizione e occasione per l’Associazione di far vestire e far esibire per la prima volta alcuni dei nostri nuovi allievi. L’edizione del Carnevale è stata dedicata alla Sindaca Elisa Carloni, prima donna, 80 anni fa, a ricoprire il ruolo di sindaco tra tutti i comuni toscani nel 1946, ricordata dalle maschere di Bocco con simpatiche scene per le strade del paese.
Infine, sempre tra i classici della bandiera aretina, il gruppo si è esibito per il Carnevale di Nizza nelle giornate del 25 e 26 febbraio. Spesso gli sbandieratori sono stati protagonisti nei festeggiamenti di numerosi carnevali in Italia e all’estero, sfilando tra i carri non come maschere colorate, ma come rappresentazione di tutte le emozioni e i significati popolari di questa festa, portando gioia e coinvolgendo il pubblico. Il Carnevale di Nizza merita una menzione onorevole perché rappresenta uno dei principali eventi carnevaleschi del mondo, insieme al Carnevale di Rio de Janeiro, di New Orleans e al Carnevale veneziano. Già nel 1294, Carlo II, duca d’Angiò, conte di Provenza, scriveva di aver festeggiato il carnevale a Nizza, testimoniando come fosse già una tradizione per il luogo. Nelle edizioni moderne la manifestazione si compone della Sfilata dei carri, della Battaglia dei fiori e di numerosi altri eventi che si svolgono tra le strade della città e nella Promenade des Anglais. Alla sfilata partecipano gruppi provenienti da tutto il mondo e la festa ha saputo confermarsi a livello internazionale per decenni per qualità, pubblico e scelte artistiche. Gli sbandieratori sono stati ospiti della festa per la prima volta nel 1984 e poi, a seguire, altre 21 volte fino al 2026 con la media di un impegno ogni due anni, compreso il memorabile carnevale del nuovo millennio nel 2000. Alcuni sbandieratori, presenti in quasi tutte le occasioni, hanno sviluppato un vero e proprio legame affettivo con la città e non esiste sbandieratore che almeno una volta non abbia sfilato nel lungo mare nizzardo.
da “L’Alfiere” – n. I – 2026, pagg. 2-3
Lorenzo Diozzi







