Il 21 maggio 2025, presso il Ministero delle Imprese del Made in Italy a Roma, alla presenza del ministro Adolfo Urso e del sottosegretario di Stato al MiMiT Fausta Bergamotto, sono stati presentati otto francobolli ordinari della serie tematica denominata “Le eccellenze del patrimonio culturale italiano” dedicati ad altrettante rievocazioni storiche (la Giostra del Saracino di Arezzo, il Palio di Siena, il Palio di Asti, il Palio dei Normanni di Piazza Armerina, il Palio di Legnano, il Palio del Golfo di La Spezia, la Quintana di Foligno e la Quintana di Ascoli). All’evento era presente una piccola delegazione del nostro Saracino composta dal gruppo Sbandieratori, dal gruppo Gruppo Musici “William Monci” e dai Signa Arretii, nonché dal sindaco Alessandro Ghinelli e dal consigliere delegato Paolo Bertini. Il giorno successivo il francobollo della Giostra è stato, inoltre, presentato nella sala del Consiglio Comunale di Arezzo.
Il francobollo dedicato alla rievocazione storica di Arezzo si compone di uno sfondo rosso, interrotto dalla ripetizione stilizzata del nuovo logo della Giostra del Saracino adottato dalla manifestazione a metà del 2024. In primo piano il logo viene ripetuto, questa volta in nero e con la dicitura “Giostra del Saracino Arezzo” ed è accompagnato dal Cavaliere divenuto simbolo della Giostra, quest’ultimo in parte coperto dalla scritta.
L’immagine che siamo abituati a vedere su pubblicità, cartelloni, dépliant ed altro materiale raffigura il cavaliere vestito con i colori e simboli della città di Arezzo, disegnato dall’artista Vittorio Nino Novarese quale manifesto del Saracino del 1934. Nel tempo l’immagine ha subito alcune variazioni, specialmente per lo sfondo. Infatti, il cavaliere su campo blu è simbolo della Giostra di giugno in notturna, mentre quello su campo rosso è simbolo dell’edizione di settembre.

Per i meno esperti di francobolli si specifica anche che intorno all’immagine si trovano la lettera “B” che indica il valore (€ 1,30), la scritta “Italia” e “2025” per identificare luogo e data di emissione, la firma del bozzettista “Fabio Abbati” e la sigla “I.P.Z.S.” che identifica l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che ha curato il progetto artistico. La grammatura è di 90 g/mq e sono stati emessi 100.035 esemplari. In occasione dell’emissione è stata anche realizzata una cartolina dedicata alla Giostra, con una veduta dall’alto di Piazza Grande in occasione della Giostra, nel momento della lettura della Disfida di Buratto da parte dell’Araldo
Tutte queste conoscenze non sono solo frutto della partecipazione dell’Associazione Sbandieratori di Arezzo all’evento presso il Ministero, ma anche del proficuo incontro che abbiamo avuto con Ferdinando Tocci, esperto, appassionato e collezionista filatelico aretino. Parlando nello specifico del francobollo della Giostra del Saracino, Ferdinando Tocci ci ha mostrato le buste “primo giorno”, ovvero le buste da lettera che presentano il francobollo applicato e annullato con timbro dedicato all’occasione e datato nel giorno di emissione, le buste con l’annullo effettuato con il timbro postale di Roma, luogo di emissione del francobollo e le buste con l’annullo di Arezzo. Le buste ci raccontano un retroscena del mondo filatelico che va ben oltre la mera emissione di un francobollo, inoltre, tra le buste che Tocci ci ha mostrato non c’erano solo buste da lettere comuni, ma anche buste dedicate o legate al mondo della Giostra.

Sempre dalla sua collezione Tocci ci ha mostrato la tessera filatelica dedicata al francobollo della Giostra, rappresentante sul dorso il cavaliere di Sant’Andrea al galoppo verso il buratto e l’affrancatura di sei cartoline dedicate ai protagonisti del Saracino, stampate dal Circolo Filatelico di Arezzo molti anni fa.
Nel nostro colloquio Ferdinando Tocci ci ha raccontato di altri francobolli legati ad Arezzo, indirizzandoci verso una precisissima ricerca fatta da Roberto Monticini, per il sito “ilpostalista”. Per citarne alcuni, la città è stata rappresentata in francobolli dedicati a Francesco Petrarca (primo dei quali nel 1932 ed emessi da tantissimi Stati del mondo), a Michelangelo Bonarroti (primo dei quali nel 1967 ed emessi da tantissimi Stati del mondo), a Paolo Uccello, a Guido d’Arezzo, a Luca Signorelli, a Piero della Francesca, a Pietro l’Aretino, a Frà Luca Pacioli, a Giorgio Vasari, a Camaldoli e ad Assisi, al Teatro Petrarca di Arezzo, al Duomo di Arezzo (emesso nel 2000 dallo Stato caraibico di Antigua e Barbuda), alla statua della Chimera (emesso in San Marino nel 1971 e in Malta nel 2013), al Crocefisso dl Cimabue, a Prada, al Calzaturificio Fratelli Soldini, ad Amintore Fanfani, a Zerocalcare, alla Giostra del Saracino (tra cui quello del 2025 e il primo del 1963 emesso presso San Marino, sempre in occasione di una emissione dedicata alle varie rievocazioni, tra le quali si citano il Palio della balestra di Gubbio e il torneo di cavalieri di Firenze) e a moltissime altre opere d’arte, città ed artisti legati al territorio aretino.
Ai francobolli vanno, inoltre, affiancati le cartoline e i timbri di annullo filatelico realizzati e apposti in occasioni speciali per la città di Arezzo.
La figura di Michelangelo, moltissime volte ripresa dai francobolli è importante per la città anche per aver dato il proprio nome al “Circolo Filatelico e Numismatico Michelangelo Bonarroti” di Arezzo. Il circolo nacque in città nel 1947, prima con sede in Piazza San Francesco e poi in Piazza San Jacopo, Corso Italia e in Via Cavour e, infine, oggi in via della Chimera. Dei 140 iscritti totali dell’inizio oggi se ne contano solo una decina, segno di una passione che diventa sempre più minoritaria a causa dell’alto costo dei francobolli, delle numerosissime emissioni da collezionare (si pensi che l’ultimo francobollo della Giostra fa parte di una emissione corale di otto francobolli) e dall’emissione di alcuni francobolli meno apprezzati a livello di estetica o dedicati a personaggi meno iconici.

Il francobollo dedicato alla Giostra del Saracino è un grande riconoscimento per la città. Ma è anche un motivo di emozione per chi sa attribuire a questo oggetto, così sottile e leggero, l’importanza profonda che porta, come succede ai collezionisti come Ferdinando Tocci e come succede a noi sbandieratori di Arezzo. In Ferdinando Tocci abbiamo incontrato, in primo luogo, un profondo appassionato, successivamente, un consulente attento e, in fine, un amico. Lui stesso ha omaggiato l’Associazione Sbandieratori di Arezzo di alcune lettere che riportano i simboli della Giostra e dell’Associazione, tutte perfettamente affrancate con il francobollo. Lo ringraziamo, sarà un onore sfoggiare tali oggetti nella nostra sede.
da “L’Alfiere” – n. III – 2025, pagg. 12-13
Lorenzo Diozzi







