Tommaso Ceccarini – coadiutore del coordinatore alla regia – fa il suo esordio in Piazza nella Giostra di Settembre 2021. Avvocato affermato, è anche associato della sezione arbitri di Arezzo.
Tommaso, come ti sei avvicinato al mondo della Giostra e come è nata l’idea di entrare a far parte del coordinamento alla regia?
Sono sempre stato un grande appassionato di Giostra ma non ho mai avuto un ruolo attivo in Piazza. Quando Enrico Lazzeri è stato nominato coordinatore di regia nel 2020, mi ha chiesto di affiancarlo in questa nuova avventura e sono stato subito entusiasta. Con Enrico ci conosciamo da oltre venti anni, è una solida amicizia nata nel mondo arbitrale e sapevo che avrebbe affrontato il ruolo con serietà e dedizione, quindi non ho avuto alcun dubbio ad accettare il suo invito, gettandomi a capo fitto in questo mondo, in parte, a me sconosciuto.
Quali sono le responsabilità di questo ruolo e le principali difficoltà che hai dovuto superare in questi anni?
Il gruppo della regia si occupa di assicurare la perfetta esecuzione di tutti i palinsesti delle cerimonie del calendario giostresco. La prima grande difficoltà è stata assimilare a fondo tutti i palinsesti: in questo ambito un ruolo fondamentale l’hanno avuto la grande esperienza di Sauro Fiori e Marco Minelli (gli altri due membri del gruppo regia che erano già presenti al nostro arrivo) e la successiva redazione del libro dei palinsesti. Se oggi esiste un testo unico in cui sono riportate tutte le nozioni indispensabili al corretto svolgimento delle cerimonie, è solo al gran lavoro di Enrico e di tutti coloro che lo hanno aiutato a mettere ordine in un mondo in cui molto era lasciato alla tradizione tramandata oralmente. Altra difficoltà è stata capire come rapportarsi con un mondo in cui ero sostanzialmente uno sconosciuto: devo dire che ho sempre trovato persone rispettose e disponibili a seguire le indicazioni date da un “novizio” come me e per questo le ringrazio.
Non ti nascondo che alla mia prima Giostra, nel settembre 2021, quando riprendevamo dopo tre edizioni saltate per la pandemia, mi sono trovato in Piaggia San Bartolomeo a dover dare i tempi di ingresso alla Piazza a tutti i figuranti e avevo i battiti cardiaci a mille! Per fortuna andò tutto per il meglio…

Ci sono delle migliorie o accorgimenti che state valutando per il prossimo futuro, oltre alle molte che avete già implementato?
Nel nostro ruolo dobbiamo sempre muoverci tra due obiettivi fondamentali: da un lato preservare la tradizione, dall’altro cercare di apportare piccole modifiche che possano aiutare a migliorare lo svolgimento delle cerimonie. Ad oggi, molti accorgimenti (magari visibili solo agli occhi più esperti e non al grande pubblico) sono stati adottati ed altri ancora sono in cantiere. Il coordinamento di regia, comunque, non ha mai l’ultima parola, si limita a proporre le modifiche ad altri organismi, i quali poi hanno il compito di decidere. Vediamo cosa succederà!
Sei anche colui che ha il compito di portare all’araldo il foglietto con il punteggio delle carriere. Ne conosci già il contenuto? Puoi raccontarci i dettagli di questo ruolo e qualche aneddoto inedito?
Non sei il primo che me lo chiede sai!? Ovviamente né io né il cancelliere, che materialmente mi passa il bigliettino, ne conosciamo il contenuto. Non ti nascondo però che ogni tanto dò una sbirciatina solo quando me lo restituisce l’araldo, a lettura già avvenuta, mentre lo ripiego per consegnarlo alla Magistratura: forse non tutti se ne accorgono ma, a lettura avvenuta, faccio il percorso inverso ma porto il bigliettino alla Magistratura anziché alla Giuria. Nonostante sia un compito privo di difficoltà, non nascondo che ogni volta che compio quel breve tragitto, sapendo di essere al centro dell’attenzione di tutta la piazza, è sempre una grande emozione.
Sei anche associato della sezione arbitri di Arezzo, con un ruolo nazionale. Come riesci a conciliare i due impegni e quali sono le analogie, se ne trovi, tra i due ruoli?
Ho sempre considerato l’arbitraggio una scuola di vita, soprattutto per un ragazzo che, come me, si è avvicinato a quel mondo da molto giovane. Una delle caratteristiche che aiuta a migliorare è certamente quella di farsi trovare pronto per la gestione immediata dell’imprevisto: anche durante la sfilata, o i vari posizionamenti, qualche figurante che ha un vuoto di memoria e non sa dove andare c’è, noi dobbiamo esser bravi a farci trovare subito pronti per aiutarlo. Inoltre, l’arbitraggio aiuta ad abituarsi ad usare, sempre nel massimo rispetto, un po’ di polso nei rapporti con le altre persone che, qualche volta, non guasta. Non scendendo più in campo da qualche anno, per fortuna riesco a conciliare abbastanza bene i due impegni, ma in quelle due settimane all’anno la Giostra ha la precedenza!
da “L’Alfiere” – n. III – 2025, pagg. 6-7
Romano Junior Vestrini







