Il compito degli addetti al magazzino dei costumi e degli “strumenti del mestiere” degli sbandieratori non si limita a una funzione meramente organizzativa o gestionale, ma richiede una cura particolare anche per la custodia e il mantenimento di vari oggetti, alcuni di indubbio valore storico e artistico.

Esibizione acrobatica degli Sbandieratori in occasione della Giostra del Saracino di settembre 2026. Sullo sfondo i 4 tamburi restaurati

Tale funzione è stata svolta anche per i tamburi dedicati ai colori e ai simboli dei quattro quartieri della Giostra del Saracino. Gli strumenti in forza all’Associazione, infatti, sono elementi classici del patrimonio degli sbandieratori e in occasione della Giostra di domenica 6 settembre 2026 sono stati nuovamente utilizzati dopo un importante lavoro di restauro. Ognuno dei quattro strumenti musicali è, infatti, dedicato ad un diverso quartiere e reca dipinto nel fusto del tamburo lo stemma, insieme agli emblemi delle casate e a una pergamena con il motto.

I quattro tamburi non si limitano a testimoniare il forte legame tra la nostra Associazione, i quartieri della città di Arezzo e la Giostra del Saracino, ma ricordano anche di quando in passato le bandiere erano elementi inseriti tra le fila dei quartieri, compresa l’indimenticabile trasferta a Liverpool, in occasione dei festeggiamenti della settimana italiana, alla quale parteciparono i quartieri della Giostra e i loro sbandieratori.

I ragazzi del magazzino dei nostri tamburi, tra i quali si citano, in modo ovviamente non esaustivo, Alessio Dionigi e Alessio Montini, si sono occupati della conservazione e del restauro che è stato affidato in un primo momento a Claudio Francesconi, falegname di Arezzo che ha trattato il legno e curato il colore bianco di sfondo dei tamburi e poi a Claudio Milesi.

I nostri musici con i tamburi restaurati da Claudio Milesi (al centro) in occasione della Giostra del Saracino di settembre 2026

La loro presenza ha garantito un pregevole risultato artistico del lavoro e rappresenta un vanto per l’Associazione citare l’intervento di Claudio Milesi che, come sempre, ha dimostrato verso i colori e gli stemmi della Giostra tanto una sensibilità artistica, quanto un trasporto di passione. Il legame tra il Saracino e Claudio Milesi è forte e storicamente rilevante, dalla sua prima Giostra vissuta vestendo i panni del Quartiere di Porta Sant’Andrea, fino al compimento di 50 anni di attività come tromba del Gruppo Musici della città di Arezzo nel 2026. Ma la sua passione non si è espressa solamente nella lizza, perché ha portato le musiche della terra d’Arezzo in numerosissime piazze e ha contribuito alla Giostra come grafia artistica dell’Albo d’oro dei vincitori del Comune e di quello di Porta Sant’Andrea, nonché numerose collaborazioni con altri quartieri e da questo settembre con gli sbandieratori.

Grande per noi l’onore di suonare Terra d’Arezzo e i ritmi degli sbandieratori e della nostra città nelle pelli dei tamburi che rappresentano i quartieri e la Giostra.

da “L’Alfiere” – n. III – 2026, pagg. 12-13

Lorenzo Diozzi, Alessio Montini