L’Associazione Sbandieratori di Arezzo ha presentato al pubblico in data 9 novembre 2024 il proprio ultimo libro “Bandiere al Vento”, un volume nel quale, tra tantissime fotografie e testi scritti direttamente dai protagonisti, viene narrata l’attività dell’Associazione e l’impegno per promuovere la città di Arezzo e l’arte dello sbandierare. Chi si è occupato della redazione del libro e della raccolta di tutto il materiale fotografico a fine 2023 mi ha chiesto di occuparmi della “parte emozionale”, cogliendo, nelle varie attività del gruppo, alcune frasi, citazioni e parole ricche di significato. All’interno del libro ci sono numerose brevi frasi raccolte da me e ritengo che, affiancate alle giuste fotografie, si tratti di parole capaci di raccontare la passione, l’impegno, il divertimento e l’emozione dello sbandierare. Per varie ragioni di natura editoriale, sono tuttavia numerose anche le parole da me raccolte che non hanno trovato spazio all’interno del libro ma che riescono comunque a raccontare un pezzo dell’Associazione e che, a mio parere, meritano di trovare una pubblicazione tra le colonne della Rivista L’Alfiere con questa serie di articoli. Quest’ultimo articolo dedicato alla raccolta delle emozioni è dedicato ai contributi che abbiamo appositamente raccolto da persone esterne all’Associazione, ma vicine agli sbandieratori ed orgogliose della propria città.
Francesco Panzanelli: “La Giostra è la rappresentazione dello spirito aretino: impavido, orgoglioso, nobile. Queste caratteristiche si possono notare nella storia del popolo aretino, che, nel tempo ha sempre raccolto le sfide sociali, economiche e militari a testa alta, uscendo spesso vincente o come punto di riferimento a volte anche a livello mondiale (vedi l’oreficeria), nonostante tutte le difficoltà dovute al fatto di essere un popolo relativamente umile e piccolo in un contesto come quello toscano. L’associazione degli sbandieratori è la rappresentazione più forte dell’animo artistico e storico di Arezzo. Un meraviglioso biglietto da visita a livello mondiale. Pensando agli sbandieratori mi sale il fortissimo orgoglio di essere aretino. Per rispondere all’ultima domanda ti dico che quando sono fuori Italia, a tutti dico che Arezzo è la città dell’oro e delle bandiere”.
Olimpia Bruni: “Se dovessi dipingere la mia terra, Terra di Arezzo, lo farei attraverso le immagini, i colori ed i gesti dei nostri eccezionali sbandieratori. Ragazzi che sembrano usciti da un’epoca lontana dove il tempo si è fermato, che fanno sognare e riportano la Città all’epoca delle grandi battaglie e dei tornei cavallereschi.
Per coloro che assistono alle performance di questi giovani atleti l’emozione non può che essere massima, perché dietro a quei minuti intensi fatti di “evoluzioni dei corpi e volteggi di bandiere in aria a simular tenzone”, c’è un mondo fatto di disciplina, studio, prove e preparazione fisica non indifferente.
Allenamento ed equilibrio, concentrazione e dedizione fanno di questa attività ludica un vero e proprio sport, un intrattenimento, ma soprattutto uno spettacolo bellissimo per chi ha l’onore di poterlo ammirare.
I ragazzi della nostra terra fanno volteggiare colori che si trasformano nell’aria in un magico caleidoscopio fatto di linee e forme fluide, regalandoci passione ed emozione.
Batte forte il cuore di chi corre con la “bandiera” in mano e batte forte quello di chi la guarda volteggiare così alta e perfetta, lasciandolo col fiato sospeso fino a che il vessillo non torna stretto tra le mani di chi l’aveva lanciato. Mentre librano nel cielo, il ritmo del tempo si ferma, quasi come fosse una metafora di vita.
I colori delle loro bandiere attraversano il cielo e trafiggono i cuori di chi li ammira. Richiesti e ospitati in tutto il mondo, gli Sbandieratori Aretini portano il nome della città da un continente all’altro, sempre pieni di entusiasmo ed orgoglio, felici di esportare una parte della nostra cultura nel mondo intero.
Bravi ragazzi, fateci ancora sognare ed essere orgogliosi di voi come adesso, come sempre.
Fatica, impegno, scambio. A tempo di musica”.
da “L’Alfiere” – n. III – 2026, pagg. 10-11
Lorenzo Diozzi







