L’articolo che ripercorreva gli impegni del gruppo nel terzo numero della rivista L’Alfiere del 2022 si intitolava “La calda estate degli Sbandieratori” e raccontava delle esibizioni in Francia, Spagna e Brasile. L’estate del 2026 non è stata da meno per quanto riguarda la presenza dell’Associazione nelle piazze nazionali e internazionali, ma ad aver cambiato significato è l’aggettivo “calda” legato alle temperature.
L’estate del 2026, infatti, ha fatto spesso registrare delle temperature da record, anche dopo il tramonto e anche nelle manifestazioni serali. Questo non ha fermato le nostre attività, anche se accanto al classico costume storico è stata affiancata una versione più leggera, ma non meno colorata e identitaria. “Ma come fate in estate con quei costumi?” è una frase che si sente pronunciare nelle sfilate e la risposta (spesso irrazionale) risiede nella passione, nel divertimento e nella voglia di mostrare i colori della città di Arezzo nel mondo che ogni sbandieratore porta sempre con sé.

Nella stagione, tra gli impegni nazionali, si ricordano la Giostra dell’Archidado nella splendida cornice di Cortona e in ottima compagnia degli sbandieratori di casa, la festa medievale di Affi, il Palio della Vittoria di Anghiari, il Palio del daino di Mondaino, il Salto della Contessa a Gavorrano, Le Carriere del 19 a Scarlino, Laterina Medievale “Di Ferro e di Fuoco”, Mons Cerignonis a Monte Cerignone e la donazione del Monte della Verna a San Francesco d’Assisi a Chiusi della Verna.
Tra gli impegni cittadini si ricorda, in particolare, l’esibizione realizzata presso il Museo Archeologico Nazionale “Mecenate” di Arezzo in occasione del ritorno in città della statua della Minerva e della mostra “Una storia di comunità ritrovata”. L’esibizione ha rappresentato il saluto cittadino alla Minerva, attraverso il lancio delle bandiere e il suono degli inni cari agli aretini, nonché il momento con il quale Arezzo ha mostrato alla divinità della lealtà in lotta e della guerra giusta, in che modo l’arte dello sbandierare, nata in campo di guerra, sia oggi attività corale, artistica, internazionale e fortemente vocata alla pace e all’incontro dei popoli.

Sempre nella città di Arezzo gli sbandieratori sono stati presenti alla Festa della Voce della Vox Cordis e al concerto del Gruppo Musici della Giostra del Saracino realizzato in omaggio alla 150° edizione della Giostra. Inoltre, in concomitanza con la Giostra di settembre, il gruppo è stato presente con 10 dei propri sbandieratori e musici presso la festa di Ávila in Spagna, in occasione delle Giornate Medievali (o «Mercato delle Tre Culture») che si sono svolte nel centro della città, all’interno delle note mura Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Il soprannome della festa spagnola «Mercato delle Tre Culture» rimarca con orgoglio la pacifica convivenza di cristiani, musulmani ed ebrei nella città.
Tra gli impegni internazionali le bandiere sono state anche in volo nei cieli francesi della città di Gap nei primi giorni di agosto.
Merita un capitolo a parte il racconto della Giostra del Saracino di settembre. In questa occasione, infatti, la città ha corso e festeggiato l’edizione numero 150 della manifestazione. La Giostra (in età moderna), per come la conosciamo, venne corsa per la prima volta nel 1931, rievocando e riecheggiando le tradizionali giostre cittadine di intrattenimento e allenamento dei cavalieri. A parte alcune eccezioni nei decenni degli anni ‘50/’60/’70 e le sospensioni causate dalla Seconda guerra mondiale e dalla pandemia, il Saracino si è corso di regola due volte l’anno, con l’aggiunta di 5 edizioni straordinarie che hanno fatto anche contare il record di tre giostre in pochi mesi. La Giostra numero 50 si è corsa il 1º settembre 1974, la numero 100 fu l’edizione straordinaria del 9 settembre 2000 e la centocinquantesima è stata quella appena passata del settembre del 2026. L’edizione è stata celebrata con un concerto del Gruppo Musici della Giostra del Saracino in Piazza Grande, anche alla presenza degli sbandieratori e con altre numerose iniziative, tra le quali lo speciale annullo filatelico e la pubblicazione da parte del Comune delle locandine e cartoline da collezione in edizione limitata disegnate dalla studentessa di architettura Elettra Tombini, vincitrice del concorso di idee.
La lancia d’oro in premio per questa edizione è stata dedicata ai 750 anni dal conclave tenuto ad Arezzo nel 1276, convocato dopo la morte di papa Gregorio X.

Come di consueto, l’Associazione Sbandieratori di Arezzo ha portato il proprio spettacolo nella sfilata della Giostra e in Piazza Grande, celebrando la lancia con una esibizione di particolare difficoltà, con i musici posti al centro della piazza e numerose bandiere in volo sopra di essi. Nell’esibizione si è anche svolta una parte acrobatica composta da ben quattro acrobati che hanno saltato simultaneamente e in modo sincronizzato. L’alto numero di sbandieratori in piazza ha permesso di realizzare esibizioni contemporaneamente nella parte alta e nella parte bassa della piazza, con la lizza posta in mezzo e con le bandiere in volo scambiate tra i due lati.
Tra le figure di supporto all’esibizione si citano anche i lucchi De Lucia Massimo, Duranti Luca, Martini Stefano e Rossi Sergio, non direttamente protagonisti del lancio di bandiera, ma figure essenziali per permettere uno svolgimento ordinato e sicuro per il pubblico delle sfilate e dei saggi degli sbandieratori.
Non fa parte delle esibizioni, ma è un importante momento della vita dell’Associazione quello di sabato 18 luglio 2026, momento di inaugurazione e presentazione del percorso espositivo permanente degli Sbandieratori di Arezzo “Arezzo Città delle Bandiere”, presso la propria sede alla presenza di numerosi appartenenti del gruppo attivo, amici sbandieratori di gruppi di tutta Italia e autorità aretine.
da “L’Alfiere” – n. III – 2026, pagg. 4-7
Lorenzo Diozzi







