Incontrai Massimo Bianchini, «il Nonno» sotto i Portici di Via Roma quando mi disse così, a bruciapelo, “…vuoi venire a suonare il tamburo agli Sbandieratori?”. Era l’anno 1971 ed è così che sono diventato uno di loro. Penso che questa frase e questo invito il Nonno li abbia fatti a decine e decine di giovanotti e ragazzi della nostra Città e per tutti coloro che hanno risposto positivamente alla sua proposta, lui ha rappresentato la passione, la guida l’attaccamento e l’amore per il Gruppo. E lo ha fatto per oltre quarant’anni portando il suo tamburo in ogni angolo del mondo, sempre disponibile, sempre preciso e puntuale, sempre prodigo di consigli, esempio, aiuto e sostegno per le giovani generazioni di Sbandieratori. Insieme al calcio, il Nonno è stato uno dei migliori arbitri “dilettanti” che abbiano calcato i campetti di periferia, gli Sbandieratori sono stati la sua passione di una vita, “..la mia famiglia..” come ama ricordare lui stesso e di certo si è trattato di amore reciproco. Infatti se ricorda spesso quante e quali esperienze irripetibili ha potuto fare grazie agli Sbandieratori, quali rapporti, amicizie, conoscenze ha potuto trarre da questa appartenenza, nello stesso tempo l’Associazione Sbandieratori e i ragazzi, tutti, non mancano di manifestare in ogni occasione la stima, la riconoscenza e il rispetto verso il Bianchini. Oggi Massimo non suona più il tamburo – i ragazzi qualche anno fa ne hanno costruito uno apposta e glielo hanno regalato – ha cessato di indossare il costume fatto apposta per lui, ma non manca ad ogni evento, ad ogni appuntamento dell’Associazione, spesso approfittando per non far mancare il suo contributo di esperienza, di consigli e di attaccamento. E di questo gli Sbandieratori gli sono grati infinitamente.

Grazie di tutto Nonno!

da “L’Alfiere” – n. II – 2017, pag. 11